Due quarantenni precari, amici da sempre, Daniele e Gioia, campicchiano tra passioni e lavori saltuari. Ma di botto, vengono travolti dall’ansia di diventare poveri. La cosa succede il giorno che facendo la spesa, notano che un pacchetto di caffè ora costa sette euro ed è messo sottochiave con il gin. Maccome sette euro? Maccome sottochiave? E tutto il resto allora quanto costa adesso
Di colpo fanno i conti con il reale. E i conti, quando li fai, difficilmente tornano.
All’apice dell’impanicamento, decidono di provare a chiedere aiuti statali.
Cercando il sostegno dello Stato; incontrano invece Barbara, una curiosa impiegata pubblica illuminata e di buon cuore, col piglio dell’allenatrice. Barbara gli farà attraversare una serie di esperienze dentro un accroccatissimo spettro teorico del “fate come se”.
Convinta com’è che il “come se”, se ci credi non solo “somiglia a”, ma “è”. E se “è “, se è già esistito e l’hai già vissuto, poi se succederà, saprai come reagire, avrai imparato, perché somiglierà. Prepararsi risolve? No. Ma aiuta.
Insomma qualcosa fa. Almeno io ancora ci credo.
“Grazie a Francesca Manieri e Michele Bentivoglio , per avermi retta e aver prestato le mura agli spettri “
Lucia Calamaro


